Quando si parla di Architetti Italiani in Cina non possiamo ignorare l’Architetto Massimo Bagnasco. Infatti, il suo lavoro ha portato e continua  a portare in Cina l’inconfondibile eleganza italiana.

Uno dei primi architetti italiani in Cina (dal 2004), un conoscitore e interprete delle evoluzioni politiche ed economiche che in Cina toccano il lavoro dei professionisti. Un’eccellenza che l’Associazione Italiana Architetti in Cina (IADC) annovera tra i membri della sua Community.

Massimo Bagnasco

Managing director e partner della divisione di Pechino di Progetto CMR, (Beijing) Architectural Design Consultants. Propone ai suoi clienti in Cina la sua esperienza globale attraverso progetti di architettura dalla forte caratterizzazione di stile italiano.

Architetti Italiani in Cina Massimo Bagnasco 2

Architetti Italiani in Cina Massimo Bagnasco 2

Massimo Bagnasco si è laureato in architettura presso l’Università di Genova nel 1996. E’ approdato in Cina, a Pechino, nel 2004, dopo che la italiana Progetto CMR aveva iniziato già dal 2002 ad aprire le sue sedi cinesi. Alle qualità professionali innate degli architetti italiani, ha associato ben presto la capacità di lavorare sul mercato cinese.

Client leader per grandi progetti curati dalla stessa compagnia e responsabile dei rapporti con i committenti.

Per gli architetti italiani in Cina

alle prese con grandi progetti, la sfida è principalmente quella di interagire con clienti cinesi molto spesso legati ad istituzioni pubbliche.

Architetti Italiani in Cina Progetto CMR

Architetti Italiani in Cina Progetto CMR

Lo stile e il lavoro degli architetti italiani in Cina è storicamente apprezzato. L’aspettativa e l’impostazione culturale dei committenti è molto spesso incline alla mera copia. Il lavoro che l’architetto Bagnasco ha portato avanti è stato quello di superare questa aspettativa. Inoltre, proporre elementi caratterizzanti dell’architettura italiana, ma attualizzandoli e, soprattutto, armonizzandoli al contesto in cui venivano calati.

Architetti Italiani in Cina: progetto del centro culturale italiano a Tianjin

Tra le prime opere cui ha lavorato l’architetto italiano in Cina c’è il progetto del centro culturale italiano a Tianjin. 

Tianjin, Città che ospita la storica concessione italiana in Cina.

Il progetto commissionato nel 2005 rappresenta un caso esemplare. L’amministrazione cinese non ne fu immediatamente contenta proprio perché gli architetti italiani non avevano realizzato una replica di quegli elementi architettonici “italiani”. Avevano, infatti, creato una loro rivisitazione modernizzata.

Per far realizzare quel progetto ci volle, appunto, un grosso lavoro di mediazione dell’architetto Bagnasco e del team di Progetto CMR.

Massimo Bagnasco: vicepresidente della Camera di Commercio Europea in Cina.

La longevità e la presenza sul mercato cinese, unitamente alla conoscenza dello stesso che ne deriva, fa del lavoro di Massimo Bagnasco un primato. Il suo primato, non solo tra gli architetti italiani in Cina, ma tra i professionisti su scala europea rappresenta un vantaggio sulle compagnie occidentali. Infatti, rappresenta un’eccellenza individuale riconosciuta nel mondo delle istituzioni. Non a caso Bagnasco è anche vicepresidente della Camera di Commercio Europea in Cina.

La figura dell’architetto italiano, la conoscenza del mercato in Cina e la relativa presenza sul fronte istituzionale, negli anni, hanno permesso di consolidarne l’autorevolezza anche sul fronte accademico. Grazie a questo si [ creata una figura di riferimento in modo particolare sugli sviluppi urbanistici sostenibili, spesso coinvolta in seminari e conferenze. Proprio lo sviluppo sostenibile resta uno dei fronti in grado di offrire più possibilità agli architetti italiani in Cina.

Bagnasco ne ha analizzato le necessità sotto il profilo morale, sociale e culturale, con l’obiettivo di portare in Cina l’esperienza italiana ed europea per pianificare strategie di gestione eccellenti per delle città modello. La sua divulgazione accademica punta frequentemente ad un’architettura sostenibile, che favorisca uno stile di vita più ecologico e programmi di scambio a basso impatto ambientale tra Italia e Cina.

Il rapporto di Bagnasco e del Progetto CMR con il mondo accademico è parte fondamentale del consolidamento costante del rispetto di cui godono gli architetti italiani in Cina.

Lo scorso anno, nel maggio 2017, è stata stabilita tra la compagnia dell’architetto italiano e la Jiaotong University di Pechino una continuativa collaborazione reciproca. Collaborazione basata su ricerca, produzione accademica e divulgazione scientifica, oltre che pianificazione urbanistica e progettazione architettonica. Obiettivo dichiarato dell’architetto Massimo Bagnasco quello che la formazione culturale italiana possa essere di ispirazione per gli architetti del futuro in Cina. Una missione imprenditoriale, che punta a contribuire ad alzare il livello qualitativo dei professionisti locali. Principale obiettivo della communità IADC che fa dello stile degli Architetti Italiani in Cina un valore di cui essere orgogliosi per vederlo crescere nel futuro.

Il China EU Future City di Shenzhen.

Proprio questa capacità di agire ed interagire nel contesto cinese è stata ed è la chiave che conferma il primato degli architetti italiani in Cina. Ancora una volta è un lavoro di Progetto CMR, e quindi anche dell’architetto Bagnasco, ad alzare l’asticella della qualità e a fare da capofila europeo tra gli architetti occidentali in Cina. Il China EU Future City di Shenzhen è un progetto che nasce come pilota per il partenariato Cina-Unione Europea sul territorio della metropoli alle porte di Hong Kong.

Fulcro del progetto, ancora una volta, la sostenibilità e le basse emissioni.

Il China EU Future City di Shenzhen, i cui lavori sono stati inaugurati nel 2016 e la cui piena realizzazione è prevista per il 2026. Il progetto rappresenta un netto passo in avanti per il modus operandi degli architetti italiani in particolare, ed europei in generale, in Cina. Rispetto all’esempio di Tianjin di cui sopra, c’è stata una spinta su innovazione e sostenibilità senza precedenti, un rifiuto dei modelli classici. Infatti, per un’area di 4,6 chilometri quadrati, c’era la prospettiva di edificare volumi per oltre 5 milioni di metri quadri.

  • Alta tecnologia
  • urbanizzazione sostenibile
  • parchi scientifici a tema
  • strutture per studio e divulgazione
  • produzione intelligente
  • facilitazione delle collaborazioni tra Cina ed Europa
  • collaborazione sul fronte degli affari e istituzionale
  • scambi e cooperazione.
Il tutto progettato (anche) da uno dei maggiori architetti italiani in Cina.

Questo è solo uno dei risultati tangibili che l’architetto Bagnasco ha ottenuto anche in funzione della sua posizione all’interno della Camera di Commercio dell’Unione Europea.

Se volete saperne di più su questo ed altri progetti e sulle attività promosse da IADC e dagli altri architetti italiani in Cina della community come Bagnasco, non esitate a contattarci qui.


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